mercoledì 11 maggio 2011

In infermeria 22 All Blacks

Il logorio dei giocatori è uno dei problemi che ogni nazionale deve affrontare in vista della Coppa del mondo. Davvero impressionante il numero degli infortunati fra i giocatori neozelandesi di primo piano, anche se la recente vittoria dei Crusaders sul campo degli Stormers nel Super 15 ha dato la sensazione che il bacino di reclutamento di giocatori di qualità sia quasi infinito. Ecco comunque il censimento dei feriti aggiornato dal New Zealand Herald.

 
 Il numero dei giocatori neozelandesi del Super 15 a riposo per infortunio continua a crescere: al pronto soccorso se ne contano 42. Nonostante mantengano i primi due posti nella conference neozelandese i Blues e i Crusaders hanno il maggior numero di giocatori fermi, 10 ciascuno. Gli Hurricanes e gli Highlanders hanno ciascuno otto giocatori fuori causa, mentre ai Chiefs ne mancano sei. Fra All Blacks ed ex All Blacks sono 22 i giocatori che fanno parte della lista, con il capitano Richie McCaw e l'apertura Dan Carter che guidano quella delle stelle fuori dal campo.

lunedì 9 maggio 2011

Crouch, touch, pause... collapse

Cresce in tutto il mondo, ma in particolare nell'emisfero sud, l'insofferenza per il collasso della mischia chiusa, le continue ripetizioni di questa fase statica, la sequenza d'ingaggio inefficace e spesso ridicola, le introduzioni in seconda linea non rilevate, le penalità affibbiate con criteri cervellotici dagli arbitri. Ecco un'invettiva pubblicata dal New Zealand Herald e un'ode alla mischia comparsa sull'Irish Times.  

  
Si potrebbe pensare che una stella - diciamo Daniel Carter – si destinata a fare i titoli di testa della prossima Coppa del mondo. Ma temo che sarebbe sbagliato. Ho il sospetto che a dominarla sarà un singolo aspetto del gioco: la mischia. Trovatemi un partita che non sia sfigurata da una serie di mischie crollate. Nel Super 15, nell'Heineken Cup, nel Top 14 francese, nella Magners League, nell'Aviva Premiership o in qualsiasi altro torneo in giro per il mondo, va sul palcoscenico questo ridicolo scenario.

venerdì 6 maggio 2011

Leggende del rugby, tre liste

Tre pionieri del gioco sono stati inseriti dall'International Board nella Hall of Fame. Si tratta di Frank Hancock, Harry Vassall e Alan Rotherham.

Alan Rotherham
Monumento a William Webb Ellis a Rugby

Targa dedicata a Stefano Bettarello
Hancock, nato nel 1859 in Inghilterra, nel Somerset, si trasferì con la famiglia in Galles per affari legati alla produzione di birra. Giocò con il Cardiff dal 1883 nel ruolo di trequarti centro. Allora il pack era formato da 9 giocatori, la mediana da due, con due ali, un centro e un estremo. Hancock sostituiva un giocatore infortunato, ma quando questi rientrò in squadra il comitato di selezione del Cardiff decise di giocare con due centri per non privare la squadra del suo talento. Fu dunque protagonista di una rivoluzione del gioco, tanto da essere definito, dopo essere diventato capitano del Cardiff, “grande tutore del gioco alla mano”. Fu 4 volte in campo con la nazionale gallese.
Anche Vassall, nato nel 1860, e Rotherham, di due anni più giovane, sono considerati grandi pionieri del “passing game”. Nei suoi tre anni alla Oxford University, Vassall sperimentò una linea dei trequarti a tre uomini, rinunciando al doppio estremo ereditato dal gioco a 20. Vassall era lo stratega della squadra, mentre Rotherham, da mediano di mischia, era il più prezioso interprete delle nuove strategie d'attacco. Il primo giocò 5 volte per l'Inghilterra, il secondo 12.

giovedì 28 aprile 2011

Brunel: meglio vincere rapidamente

Nel 2009 il Perpignan di Jacques Brunel ha vinto il campionato francese battendo in finale Clermont. Un successo atteso 54 anni. Midi Olympique pubblicò in quell'occasione questo ritratto del futuro allenatore della Nazionale italiana.


Nominato direttore sportivo di Perpignan nell'estate del 2007, Jacques Brunel ha alzato il suo primo Scudo di Brenno lo scorso fine settimana dopo 21 anni trascorsi sulle rive del campionato. Ecco il percorso del tecnico venuto dal Gers.
Non è nella natura di Jacques Brunel farsi trascinare. Ma questo non valeva allo Stade de France. Alzava le braccia, gesticolava, arringava i suoi giocatori, l'allenatore di Perpignan si è lasciato divorare dalla passione, consapevole di essere a pochi minuti dall'incoronazione a campione di Francia. Pochi, interminabili minuti per coronare 21 stagioni su una panchina. "Dopo 21 anni come allenatore, sono finalmente riuscito ad allenare la squadra campione", ha sorriso negli spogliatoi dello Stade de France. Un titolo che è venuto a ricompensare una carriera ricca di soddisfazioni, ma molto meno mediatica di alcuni suoi colleghi.

mercoledì 27 aprile 2011

Gavin Henson, un rugbista nello star system

Midi Olympique ha annunciato il licenziamento di Gavin Henson dal Tolone dopo una lite con i compagni. A 29 anni il centro gallese stava tentando di rilanciare in Francia la sua candidatura per la Coppa del mondo, dopo 18 mesi passati più in tivù che su un campo di gioco. La sua è la storia esemplare di un grande talento entrato nello star system. Leggendario il suo calcio piazzato decisivo per la vittoria (e il Grande Slam) del Galles sull'Inghilterra nel 2005. Poi molti infortuni, un'autobiografia controversa, alcuni episodi di cattiva condotta, la partecipazione ad alcuni reality show durante un periodo sabbatico concordato con gli Ospreys, la relazione con la cantante Charlotte Church, con la quale ha avuto due figli. Il ritorno al rugby giocato sembra fallito. In questo lungo articolo, una giornalista del quotidiano gallese Western Mail, traccia un ritratto del personaggio, ma anche della mutazione genetica del rugbista nell'era dello show business. 



Mentre  la verità sul più grande enigma del rugby gallese vaga tra due estremi, l'opinione su di lui è più polarizzata che mai. Per ogni romantico che sogna un figliol prodigo che rientra in squadra per ispirare il Galles alla gloria della Coppa del mondo, c'è un vecchio beffardo per il quale la sua sola meraviglia è stato un calcio piazzato. Per ogni guru del marketing impressionato da come Henson ha costruito il suo marchio c'è un cinico che ruota gli occhi di fronte al patto faustiano che ha firmato con il demone della celebrità. Per ogni donna che si è scaldata per il suo bell'aspetto metrosexual, c'è un maschio sconvolto dal fatto che un normale individuo gallese possa essere interessato ai metodi di depilazione.
Affascinante. Irritante. Esilarante. Esasperante. Sopravvalutato. Sottovalutato. Incompreso. O come uno scrittore di rugby una volta ha scherzato: "E' nei guai, ma non più di quanto valga la pena". Tutto dipende dalla vostra risposta personale al culto di Gavin. Quello che è certo è Henson rimane un paradosso. Dal momento in cui ha allacciato per la prima volta le sue scarpe d'oro ci ha legato in un nodo di messaggi contrastanti.

venerdì 22 aprile 2011

I cattivi ragazzi del rugby britannico

Tim, Andy, Ben, Gavin, Delon. Sono i "bad boys" del rugby britannico, protagonisti di una serie di episodi molto censurabili. Esuberanti fino alla violenza, a volte arroganti e sleali, sicuramente stupidi. Quanto basta perché l'Independent si sia chiesto se sta cambiando il codice culturale del rugbista gentiluomo.

Tim Payne
Ben Foden
Gavin Henson
Andy Powell
Delon Armitage
                                                                                              Diciotto mesi fa, preoccupato che "il gioco da teppisti giocato da gentiluomini" stesse diventando rapidamente “un gioco da teppisti giocato da teppisti” - per non parlare di tossicodipendenti, di squadre maleducate in tour che si rifiutano di aiutare gli investigatori locali che chiedono informazioni, di trucchi sfacciati per inventare lesioni usando capsule di sangue fornite dal personale medico - il meglio della Rugby Football Union ha lanciato una campagna pubblica volta a ristabilire senso di disciplina, decenza e dignità. Gli eventi recenti suggeriscono che l'iniziativa sui "valori fondamentali" non è del tutto riuscita.

giovedì 21 aprile 2011

Quanto costerà la birra alla Coppa del mondo

Quanto costerà una birra alla Coppa del mondo? Inutile dire che si tratta di un'informazione fondamentale per chi ha deciso di volare in Nuova Zelanda per assistere al torneo. Il New Zealand Sunday Herald ha realizzato una serissima mini-inchiesta sull'argomento. Avvertenza: 10 dollari nezelandesi sono circa 5 euro e mezzo. Occhio al budget.

 
I fans del rugby non riceveranno molto resto quando tireranno fuori 10 dollari per una birra alle partite di Coppa del mondo. Al Sunday Herald è stato riferito che gli spettatori dovranno pagare prezzi più elevati del normale per le lattine di Amstel Light o Heineken, le uniche birre in vendita negli stadi.