lunedì 10 ottobre 2011

Il Galles può vincere il mondiale?

Il Galles può vincere il mondiale? Se lo chiede il Telegraph e fornisce alcune risposte interessanti.
 
1. Eccellente stato di forma
Non c'è mai stata una squadra gallese meglio preparata e così in forma. E' la base di tutto ciò che stanno facendo in Nuova Zelanda e che permette loro di brillare.

La maledizione del numero 10

Aaron Cruden
Dopo Dan Carter, Colin Slade. Anche il mediano di apertura designato per sostituire il fuoriclasse dei Crusaders si è infortunato durante il match con l'Argentina ed è fuori dal mondiale. Problemi all'inguine, proprio come Carter. A casa anche Mils Muliaina, che si è rotto una spalla giocando la sua centesima partita con gli All Blacks. Al loro posto i selezionatori neozelandesi hanno convocato Stephen Donald e Hosea Gear. Ma è il ventunenne Aaron Cruden ora al centro dell'attenzione.

domenica 9 ottobre 2011

Tutti pazzi per Warburton


Entusiasmo alle stelle in Galles dopo la vittoria sull'Irlanda che ha portato i dragoni in semifinale. Il giovane capitano Sam Warburton è al centro di una specie di follia collettiva che si esprime anche su Twitter. Ecco alcuni dei messaggi riportati da WalesOnline.
"Sam è la cosa migliore dai tempi del pane affettato".
"Il Millennium Stadium ha il tetto scorrevole perché Dio possa vedere Sam giocare".
"Sam Warburton non ha bisogno dell'assicurazione sulla vita, è la vita che ha bisogno di assicurarsi Sam Warburton".
"Quando Sam Warburton sussurra non riesci a sentire Phil Vickery che grida".
"Sam non attraversa la strada, è l'altro lato della strada che gli va incontro".
"Quando Freddy Kruger va a dormire teme che Sam vada a trovarlo"
"Shane Williams è nato da una costola di Sam Warburton".

Martin Johnson sulla graticola

Il naufragio dell'Inghilterra rimette in discussione tutta la strategia di Martin Johnson, capitano campione del mondo ma mai del tutto convincente in cabina di regia. Ecco l'opinione di Paul Ackford sul Telegraph.

 
Nell'aprile del 2008 Brian Ashton fu licenziato dalla Rugby Football Union dopo aver portato l'Inghilterra alla finale della Coppa del mondo 2007 e al secondo posto nel Sei Nazioni 2008. Il suo tasso di successo in 28 partite era stato, secondo quei tali che abitano i corridoii del potere a Twickenham, un malsano e insoddisfacente 54,5%. Sabato mattina Martin Johnson ha condotto l'Inghilterra alla porta d'uscita nei quarti di finale della Coppa del mondo, uguagliando le delusioni simili del 1987 e del 1999, a parte il fatto di aver vinto il Sei Nazioni 2011. Il tasso di successo di Johnson in tre anni e 38 partite è stato del 55,3%. Fate un po' i conti.

Seconda semifinale: Nuova Zelanda-Australia

AUSTRALIA-SUDAFRICA 11-9
NUOVA ZELANDA-ARGENTINA 33-10


Ci ha messo 68 minuti la Nuova Zelanda a segnare una meta all'Argentina. Poi la marcatura liberatoria di Kieran Reed raddoppiata in chiusura da quella di Brad Thorn. Ma erano stati i Pumas a varcare per primi la linea portandosi in vantaggio alla mezz'ora con Julio Farias Cabello. A riportare avanti gli All Blacks ci aveva pensato Piri Weepu, preciso al piede e autore di 21 punti. Gli All Blacks sono stati messi in difficoltà dalla difesa aggressiva degli argentini e ancor più dalla loro capacità di rallentare il ritmo di gioco, anche a costo di commettere qualche fallo. Non ha fugato i dubbi sulla propria consistenza emotiva Colin Slade, il sostituto di Dan Carter. Ha comunque dovuto lasciare anche lui il campo per infortunio già nel primo tempo, come è stato costretto a fare nell'intervallo Mils Muliaina, al suo centesimo cap. Il giovane Aaron Cruden all'apertura ha gradualmente preso confidenza con il gioco ed è cresciuto con la squadra nella ripresa, quando il raggio d'azione della difesa argentina si è fatalmente ridotto e il gioco al largo degli All Blacks ha finalmente dato i suoi frutti.
In precedenza l'Australia aveva conquistato la semifinale al termine di una battaglia campale con gli Springboks. L'unica meta dell'incontro è stata segnata da James Horwill nei primi minuti, sfruttando un errore dei sudafricani nei 22. Poi, per quasi tutto l'arco del match, gli Springboks si sono insediati nel territorio avversario. Hanno mancato numerose azioni da meta, ma sono riusciti comunque a portarsi in vantaggio con un drop di Morne Steyn quando la partita stava entrando nell'ultimo quarto. Un altro tentativo di Lambie è finito fuori di un soffio. Un fallo di Danie Rossouw in touche ha concesso però a James O'Connor l'occasione di riportare in vantaggio i Wallabies da posizione difficile. La stoica difesa australiana ha retto all'urto degli Springboks, rimediando anche ad alcuni errori di Quade Cooper che potevano risultare letali. Ancora una volta fantastica la prestazione di Pocock nel gioco a terra.
Sarà dunque Nuova Zelanda-Australia la semifinale dell'emisfero sud. Per molti la vera finale.

sabato 8 ottobre 2011

Prima semifinale: Francia-Galles

GALLES-IRLANDA 22-10
FRANCIA-INGHILTERRA 19-12


Una Francia ferita nell'orgoglio è l'oggetto più pericoloso che un avversario possa trovare su un campo da rugby. Lo aveva sperimentato la Nuova Zelanda un paio di volte ai mondiali. Ora è toccato all'Inghilterra. Dopo mezz'ora i francesi sono in vantaggio 16-0, grazie a due penalty di Yashvili e alle mete di Clerc e Medard. Inglesi sotto choc, incapaci di imporsi fisicamente, protagonisti di una serie di errori palla in mano, inguardabili in difesa. Non funziona la cabina di regia, con Ben Youngs in confusione e Toby Flood inefficace in posizione di centro. L'Inghilterra spreca così anche l'arma Tuilagi. La Francia regge bene in mischia, prevale in touche, avanza con il pack e poi muove i trequarti. Non sembra vero a Clerc e Medard avere a disposizione intervalli poco presidiati e una serie di placcaggi evanescenti manda al tappeto gli inglesi. La ripresa è il momento della resistenza per la Francia, che subisce le mete di Foden e Cueto, ma segna un drop fondamentale con Trinh-Duc. L'Inghilterra non riesce a completare la rimonta e la Francia, contro tutti i pronostici, è in semifinale.
In precedenza il Galles aveva eliminato l'Irlanda nel derby celtico. Shane Williams a segno sulla bandierina alla prima occasione, ma poi è l'Irlanda a tenere a lungo in mano le redini del gioco, schiantandosi però sull'eccellente difesa gallese. Si va al riposo sul 10-3, ma l'Irlanda riequilibra il risultato in avvio di ripresa con una meta dell'ala Earls. Qui però si esaurisce la spinta propulsiva dagli irlandesi e il Galles riprende il comando delle operazioni. Cruciale la meta del mediano di mischia Mike Philips, abilissimo a esplorare il lato chiuso di una mischia. Toccherà poi a Jonathan Williams mettere il sigillo al match sfruttando un varco nella difesa irlandese ormai in affanno. Il Galles vola così in semifinale per la prima volta dal 1987.

venerdì 7 ottobre 2011

Quarti di finale: le formazioni

Mils Muliaina, 100 caps
IRLANDA-GALLES
Irlanda. Declan Kidney conferma la formazione che ha battuto l'Italia. Disponibile anche il tallonatore Rory Best che si era infortunato alla spalla. In mediana preferita l'esperienza di O'Gara. Sexton va in panchina.
XV: R Kearney; T Bowe, B O'Driscoll (capt), G D'Arcy, K Earls; R O'Gara, C Murray; C Healy, R Best, M Ross, D O'Callaghan, P O'Connell, S Ferris, S O'Brien, J Heaslip.
Galles. Warren Gatland recupera tutti gli effettivi e può schierare Shane Williams all'ala. North si sposta sulla fascia destra e Halfpenny indossa il 15. Rientrano anche Jonathan Davies, Dan Lydiate, che ha assorbito l'infortunio alla caviglia, e Alun-Wyn Jones. Nemmento in panchina Stephen Jones e Lee Byrne. Tra i rincalzi invece Hook.
XV: L Halfpenny; G North, J Davies, J Roberts, S Williams; R Priestland, M Phillips; G Jenkins, H Bennett, A Jones, L Charteris, A-W Jones, D Lydiate, S Warburton (capt), T Faletau.