A Parigi contro la Francia gli azzurri giocheranno per la prima volta con il Gps sotto la maglia. Il dispositivo servirà a monitorare i giocatori in azione, ottimizzarne il rendimento, la gestione del recupero fisico e ad immagazzinare una serie di dati che saranno studiati dal ct Jacques Brunel e dal suo staff. Alcuni di questi dati saranno “leggibili” in diretta, un po' come avviene con la telemetria delle monoposto in Formula Uno. Non si tratta di una novità assoluta per il rugby. Numerose squadre hanno già sperimentato il Gps.
Azzurri tecnologici. Il dispositivo verrà posizionato sotto le maglie di Parisse e compagni in una speciale imbracatura in neoprene, che non dovrebbe dare particolari fastidi ai giocatori né provocare rischi in fase di collisione. Una specie di taschino avvolge l'antenna e sarà piazzato fra le scapole. “Non è un navigatore, nel senso che non diremo ai nostri giocatori dove andare – ha spiegato il manager dell'Italrugby Luigi Troiani -. Io la definirei piuttosto un'antenna ricevitrice”. Di ogni azzurro impiegato in partita si saprà tutto: chilometri percorsi, velocità media, velocità massima, calorie bruciate. “E se un giocatore dovesse perdersi – scherza Troncon - almeno sapremo dove andarlo a recuperare”.






