mercoledì 19 ottobre 2011

La battaglia per la vita di Jonah Lomu

Jonah Lomu è stato dimesso dall'ospedale di Auckland, ma le sue condizioni sono sempre preoccupanti. La crisi di rigetto del rene trapiantato nel 2004 è affrontata con una terapia molto forte, una dieta a basso contenuto di potassio e il ricorso alla dialisi quattro volte la settimana. L'ex giocatore soffre di stanchezza e nausea. Il suo sistema immunitario è indebolito e questo gli impone per il momento di evitare contatti potenzialmente contagiosi. Lomu ha parlato della sua situazione solo con il settimanale New Zealand Woman's Weekly, al quale sarebbe legato da un contratto di esclusiva. Ecco il servizio della rivista.


Quando Jonah Lomu è sceso in campo per la cerimonia di apertura della Coppa del mondo di quest'anno, un pubblico mondiale di milioni persone si è entusiasmato per la prima superstar veramente globale del rugby - leggendario non solo sul campo, ma anche fuori – alla sua entrata all'Eden Park. Il grande campione, la cui ombra sul terreno di gioco era riconoscibile anche prima che qualcuno potesse vedere la sua faccia, andava a sostenere il paese e il gioco che lui ritiene gli abbiano cambiato la vita. Ma mentre la folla applaudiva e lo salutava, nessuno poteva prevedere che solo due settimane dopo, Jonah sarebbe finito esausto e sofferente nel reparto renale dell'Auckland Hospital.Parlando con il settimanale New Zealand Woman's Weekly dal suo letto d'ospedale, con la moglie Nadene al fianco, Jonah prega che il suo rene - donatagli nel 2004 dal dj della radio ZM Grant Kereama – riesca a sfidare le probabilità.

Cosa significa affrontare gli All Blacks

Paul Ackford ha affrontato gli All Blacks con l'Inghilterra quattro volte e ha sempre perso. Ora, sul Telegraph, spiega perché è così difficile batterli.

 
La mia storia d'amore con il rugby della Nuova Zelanda di rugby è cominciata 33 anni fa. Dico storia d'amore ma è inesatto. E' più una storia di paura, perché nel 1978, all'età di 20 anni, mi sono trovato a giocare contro gli All Blacks di Graham Mourie in tour vestendo la maglia della selezione Sud e Sud-Ovest, come si usava in quei giorni lontani.

Nuova Zelanda-Francia: la finale dell'87



Eden Park, 20 giugno 1987
Nuova Zelanda: 15 John Gallagher (Wellington); 14 John Kirwan (Auckland), 13 Joe Stanley (Auckland), 12 Warwick Taylor (Canterbury), 11 Craig Green (Canterbury); 10 Grant Fox (Auckland), 9 David Kirk (Auckland - capt); 1 Steve McDowell (Auckland), 2 Sean Fitzpatrick (Auckland), 3 John Drake (Auckland), 4 Murray Pierce (Wellington), 5 Gary Whetton (Auckland), 6 Alan Whetton (Auckland), 7 Michael Jones (Auckland), 8 Wayne Shelford (North Harbour). Riserve: Bernie McCahill (Auckland), Frano Botica (North Harbour), Bruce Deans (Canterbury), Zinzan Brooke (Auckland), Richard Loe (Waikato), Andy Dalton (Counties).
All. Brian Lochore.
Francia: 15 Serge Blanco (Biarritz); 14 Didier Camberabero (Beziers), 13 Philippe Sella (Agen), 12 Denis Charvet (Toulouse), 11 Patrice Lagisquet (Bayonne); 10 Frank Mesnel (Racing), 9 Pierre Berbizier (Agen); 1 Pascal Ondarts (Biarritz), 2 Daniel Dubroca (Agen - capt), 3 Jean-Pierre Garuet (Lourdes), 4 Alain Lorieux (Aix-les-Bains), 5 Jean Condom (Biarritz), 6 Eric Champ (Toulon), 7 Dominique Erbani (Agen), 8 Laurent Rodriguez (Montferrand).
Riserve: Philippe Dintrans (Tarbes), Louis Armary (Lourdes), Jean-Luc Joinel (Brive), Rodolphe Modin (Brive), Marc Andrieu (Nimes), Jean-Baptiste Lafond (Racing).
All. Jacques Foroux.
Marcatori: 14' drop Fox, 17' m. Jones t. Fox; 45' cp Camberabero, 47' cp Fox, 53' cp Fox, 60' m. Kirk, 62' m. Kirwan, 66' cp Fox, 75' cp Fox, 80' m. Berbizier t. Camberabero.
Arbitro: Kerry Fitzgerald (Australia).
Note: scrosci di pioggia, spettatori 48035, primo tempo 9-0, nessuna sostituzione.


L'immagine di David Kirk che solleva per la prima volta la Webb Elli Cup è diventata l'icona del nuovo inizio che avrebbe portato il rugby, otto anni dopo, ad archiviare l'epoca del gioco amatoriale. Forse solo Nelson Mandela con la maglia numero 6 degli Springboks ha lasciato una traccia più significativa nella storia di questo sport. Quella partita tra Nuova Zelanda e Francia resta comunque una pietra miliare, oltre che un ricordo indelebile per chi ha avuto la fortuna di esserne testimone. E il fatto che 24 anni dopo si ripeta la sfida chiude un cerchio magico che cominciò ad essere disegnato quel 20 giugno 1987.

domenica 16 ottobre 2011

All Blacks in finale, demolita l'Australia

NUOVA ZELANDA-AUSTRALIA 20-6

Ma'a Nonu: sua l'unica meta del match
Sarà dunque Nuova Zelanda-Francia, come 24 anni fa, la finale della Coppa del mondo. Gli All Blacks hanno battuto l'Australia in una semifinale controllata dall'alto di una superiore consistenza del pack e di una maggiore aggressività nei punti di collisione. I neozelandesi hanno dato subito il loro tono al match, costringendo gli australiani ad asserragliarsi nella loro zona difensiva, un po' come era loro accaduto contro gli Springboks. Solo che rispetto ai sudafricani gli All Blacks posseggono una marcia in più nella linea veloce. Un'invenzione e uno splendido offload di Israel Dagg ha proiettato in meta Ma'a Nonu dopo soli 5 minuti. L'arbitro Joubert ha controllato con molta attenzione il gioco a terra, penalizzando i primi due interventi di Pocock. Weepu, complessivamente poco preciso nei piazzati, ha così portato gli All Blacks sull'8-0. L'Australia ha reagito con alcune fiammate di Genia, O'Connor e soprattuto Ioane, ma ha raccolto solo il piazzato dell'8-3. Ancora una volta deludente la prestazione di Quade Cooper all'apertura, mentre Aaron Cruden non ha sempre fatto le scelte giuste, ma ha comnque dato propulsione alla manovra All Black. E ha avuto il merito di segnare il drop dell'11-3. A sua volta Cooper ha cercato di tenere in partita l'Australia con un drop. Il secondo penalty di Weepu ha mandato le squadre al riposo sul 14-6. Nella ripresa i neozelandesi si sono limitati a giocare semplice e a vanificare ogni iniziativa degli avversari. Fantastica la prestazione delle terze linee, nettamente superiori a quelle australiane. L'Australia si è progressivamente spenta e nei secondi 40 minuti non è riuscita a mettere a segno nemmeno un punto. Il dominio territoriale degli All Blacks e quello della loro mischia hanno portato invece ai neozelandesi altri 6 punti di sicurezza. Richie McCaw uomo del match.  

sabato 15 ottobre 2011

Rolland, sabotaggio su Wikipedia



Il profilo dell'arbitro Alain Rolland su Wikipedia è stato sabotato dopo la sua decisione di espellere il capitano del Galles Sam Warburton. Nelle prime righe è stata inserita la frase "un pazzo che ha erroneamente espulso Sam Warburton". Più avanti si "completa" il testo con questa frase: "Rolland, il cui padre è francese, parla correntemente il francese facendo di lui un arbitro terribilmente neutrale nelle partite che coinvolgono la Francia e squadre che parlano inglese". Modificata anche la scheda biografica in cui al nome viene aggiunto "bit of a knob" (pezzo di idiota). Rolland non è il primo a subire un bombardamento sulla più frequentata encoclopedia online. Analogo trattamento era toccato a Bryce Lawrence dopo Australia-Sudafrica. I gestori di Wikipedia sono intervenuti ripulendo il testo e bloccando ulteriori accessi.

Sessantamila col cuore spezzato al Millennium

Erano in sessantamila al Millennium Stadium per assistere alla semifinale trasmessa sui grandi schermi. Walesonline ci racconta qual era l'atmosfera.


L'atmosfera era elettrica. Il Millennium Stadium è stato inondato di magliette rosse a sostegno del Galles nella convinzione che potevamo andare fino in fondo. I fan gallesi (uno o due i francesi) hanno cantato con passione gli inni nazionali e nell'umore c'era attesa, felicità, un po' di nervosismo. Con “Only Men Aloud” la stella del West-end nata nel Rhondda Sophie Evans ha riscaldato la folla per la partita più importante nella storia del rugby gallese. Diciotto minuti dopo, lo stadio sembrava un obitorio quando il capitano Sam Warburton è stato espulso per un placcaggio controverso. Coraggiosamente i nostri 14 giocatori hanno continuato a lottare e quando Mike Phillips ha ruggito per l'unica meta del match il tetto dello stadio è quasi saltato. Nei dieci minuti finali la folla aspettava col fiato sospeso che il nostro team riuscisse a varcare la linea o a tentare un drop. Ma così non doveva essere, e c'erano lacrime, discussioni e incredulità per quanto accaduto negli 80 minuti. Gareth Davies da Cardiff ha detto: "C'è stata una grande atmosfera fino al cartellino rosso, ma la gente è assolutamente impazzita quando Phillips ha segnato. Sono distrutto per il risultato, avremmo dovuto vincere, ma non abbiamo sfruttato le nostre occasioni. Incredibile la prestazione dai ragazzi, non sono mai stato più orgoglioso di essere gallese".

Un cartellino rosso ha deciso la semifinale

Mentre Midi Olympyque si segnala per il titolo più brillante ("La Francia passa col rosso"), il New Zealand Herald commenta a caldo una semifinale chiaramente condizionata dall'espulsione di Warburton: "Un cartellino rosso rovina lo spettacolo della semifinale".

Warburton espulso dopo 18 minuti
C'è mai stato qualcuno meno meritevole della finale di una Coppa del mondo di questa Francia, che ha perso due partite della fase a gironi e vinto in semifinale facendo nulla più di una buona rimessa laterale e di una difesa efficace? I francesi hanno vinto per un semplice motivo: avevano più giocatori in campo.