lunedì 28 novembre 2011

Shane Williams al passo d'addio

Shane Williams, 34 anni, disputerà sabato contro l'Australia l'ultima partita con la maglia del Galles. E' il giocatore che ha segnato più mete nella storia della sua nazionale. La sua corsa elettrica è diventata un marchio di fabbrica del Galles per oltre 10 anni, così come la sua taglia decisamente insolita (170 centrimetri per 80 chili) in un'epoca di ali gigantesche. Sul sito WalesOnline è comparso l'affettuoso saluto di un altro grande gallese, Barry John.

 
Shane Williams sabato uscirà dal tunnel del Millennium Stadium tra applausi fragorosi. E per quanto mi riguarda, quanto più forte e lunga sarà l'ovazione meglio sarà. Stiamo dicendo addio alla più brillante stella che il rugby gallese ha conosciuto negli ultimi dieci anni e non posso esprimere un tributo maggiore se non inserirlo lì in alto con Gerald Davies e i migliori che io abbia mai visto.

domenica 27 novembre 2011

Wallabies super, figuraccia Barbarians

Barbarians travolti dall'Australia a Twickenham: 60-11 il risultato (p.t. 18-3). Muro Bergamasco in campo fino al 55', mentre Perugini e Bortolami sono entrati nella ripresa. Il pilone azzurro ha subito un cartellino giallo. Questa la cronaca di espnscrum.com.
James O'Connor e Victor Matfield
L'Australia ha fatto il suo riscaldamento in vista della rivincita con il Galles del prossimo fine settimana demolendo 60-11 una spenta formazione dei Barbarians in uno scontro poco entusiasmante a Twickenham. I Wallabies hanno realizzato otto mete in un match  irrimediabilmente unilaterale, che ha fatto poco per prepararli alla prova di forza del Millennium Stadium, mentre la povera prestazione dei Barbarians ha deluso una folla di 51.000 spettatori che hanno affollato il quartier generale del rugby inglese sperando di assistere a un altro capitolo memorabile della loro storia, non a una partita da dimenticare.

giovedì 24 novembre 2011

Barbarians, Bergamauro in campo

 
L'allenatore campione del mondo Graham Henry ha diramato la formazione dei Barbarians che sabato a Twickenham affronterà l'Australia. In campo dall'inizio Mauro Bergamasco, in panchina Bortolami e Perugini. L'Australia sarà capitanata per la prima volta da David Pocock. A James O'Connor la maglia numero 10.
Bergamasco giocherà al fianco degli All Blacks Kaino e Thomson. All'ala un campione della rugby league, Sam Tomkins, per la prima volta sul grande palcoscenico del rugby a 15. Capitano Victor Matfield, un monumento del rugby sudafricano. Questa la formazione.

15. Isaia Toeava (Nuova Zelanda)
14. Sam Tomkins (Inghilterra)
13. Robbie Fruean (Nuova Zelanda)
12. Stirling Mortlock (Australia)
11. Bryan Habana (Sudafrica)
10. Danny Cipriani (Inghilterra)
9. Peter Stringer (Irlanda)
8. Adam Thomson (Nuova Zealand)
7. Mauro Bergamasco (Italia)
6. Jerome Kaino (Nuova Zelanda)
5. Simon Shaw (Inghilterra)
4. Victor Matfield (Sudafrica, cap)
3. Eusebio Guinazu (Argentina)
2. Keven Mealamu (Nuova Zelanda)
1. Sylvain Marconnet (Francia)

In panchina: Adriaan Strauss (Sudafrica), Salvatore Perugini (Italia), Jason White (Scozia), Marco Bortolami (Italia), Nemia Kenatale (Figi), Richard Kahui (Nuova Zelanda), Seru Rabeni (Figi).

Campese contro Deans: Wallabies senza cervello


L'ex grande dei Wallabies David Campese, con la consueta schiettezza, ne ha dette di tutti i colori sull'allenatore della nazionale australiana Robbie Deans, definendo la tattica del neozelandese alla Coppa del mondo "senza cervello" e chiedendo di sostituirlo con Ewen McKenzie. Campese, che era stato fortemente critico sulle tattiche di gioco del numero 10 dei Wallabies durante il mondiale del mese scorso in Nuova Zelanda, ha detto che Deans se l'è cavata a buon mercato dopo la semifinale persa dall'Australia contro gli All Blacks.

mercoledì 23 novembre 2011

Soldi, alcol, privilegi: l'Inghilterra nel caos al mondiale

L'associazione inglese dei giocatori di rugby ha raccolto tra gli atleti reduci dalla Nuova Zelanda una serie di opinioni sul fallimento della partecipazione dell'Inghilterra alla Coppa del mondo. Le dichiarazioni sono contenute in un rapporto di cui il sito sudafricano del Daily Mail pubblica ampi stralci. Sono dichiarazioni anonime, ma danno un'idea precisa del clima all'interno della spedizione inglese. E anche sugli aspetti deteriori del rugby professionistico.

Lo spogliatoio inglese è diventato un cartone animato in Thailandia

Conto alla rovescia per la Nuova Zelanda.
'La preparazione è stata un fottuto disastro'.
'Avremmo avuto una migliore possibilità di fare bene in Coppa del mondo se ci fosse stato concesso di allenarci nel nostro club'.
'Non è stata dura, ma solo LUNGA. Ci siamo sentiti fisicamente e mentalmente svuotati alla fine'.
'La gestione degli uomini è stata assolutamente terribile'.
'Tutti i piani su cui avevamo lavorato per settimane sono stati gettati improvvisamente dalla finestra solo perché non avevano funzionato in una partita'.
'Non c'era abbastanza enfasi sul condizionamento psicologico'.
'C'erano due enormi playbook, che molti giocatori non hanno nemmeno guardato perché non li ritenevano all'altezza'.
'Non ci siamo concentrati abbastanza sulle abilità di base'.
'L'albergo [Pennyhill Park a Bagshot, Surrey, ndr] era incantevole ma noi siamo giocatori di rugby non ospiti di un hotel. Il campo era pieno di buchi e si creavano solchi troppo facilmente'.
'Ogni settimana partivamo alle 5 del pomeriggio entrando nel traffico all'ora di punta. Questa non è solo una lamentela, il fatto è che quando i giocatori sono stati a fare sollevamento pesi per tutto il giorno e poi restano bloccati in macchina, soffrono di irrigidimento muscolare'.

martedì 22 novembre 2011

Cattivi ragazzi: la lista si allunga

Courtney Lawes
Il Telegraph ha fatto il censimento dei cattivi ragazzi. Sono parecchi i protagonisti del mondiale che si sono resi responsabili di comportamenti inaccettabili. Si va dall'uso di paradenti sponsorizzati alle nottate alcoliche, dagli attacchi agli arbitri alle molestie alle donne. Sono stati multati, sospesi, indicati alla pubblica riprovazione. Molti di loro sono inglesi e Martin Johnson ha rifiutato di condannarli. Ha dovuto andarsene anche lui. Ecco l'elenco redatto dal quotidiano londinese.

Vaea, 100 maiali di multa



Il manager di Samoa ai mondiali, Tuala Mathew Vaea, è stato multato per il suo cattivo comportamento durante il torneo in Nuova Zelanda. La multa imposta dal capo del suo villaggio è di cento maiali, pari a circa 2000 euro. Dovrà fornirli al villaggio stesso. Era stato il capitano samoano Mahonri Schwalger a criticare Vaea in un rapporto presentato al primo ministro samoano dopo l'eliminazione dal mondiale. Secondo Schwalger, Vaea era quasi sempre assente e "passava gran parte del tempo a bere". Avrebbe considerato la Coppa del mondo una specie di vacanza, tanto che sarebbe stato spesso in giro a giocare a golf. Non sarebbe stato presente nemmeno alla consegna delle maglie prima della partita conclusiva contro il Sudafrica. Vaea era stato licenziato al ritorno in patria.