giovedì 24 novembre 2011

Barbarians, Bergamauro in campo

 
L'allenatore campione del mondo Graham Henry ha diramato la formazione dei Barbarians che sabato a Twickenham affronterà l'Australia. In campo dall'inizio Mauro Bergamasco, in panchina Bortolami e Perugini. L'Australia sarà capitanata per la prima volta da David Pocock. A James O'Connor la maglia numero 10.
Bergamasco giocherà al fianco degli All Blacks Kaino e Thomson. All'ala un campione della rugby league, Sam Tomkins, per la prima volta sul grande palcoscenico del rugby a 15. Capitano Victor Matfield, un monumento del rugby sudafricano. Questa la formazione.

15. Isaia Toeava (Nuova Zelanda)
14. Sam Tomkins (Inghilterra)
13. Robbie Fruean (Nuova Zelanda)
12. Stirling Mortlock (Australia)
11. Bryan Habana (Sudafrica)
10. Danny Cipriani (Inghilterra)
9. Peter Stringer (Irlanda)
8. Adam Thomson (Nuova Zealand)
7. Mauro Bergamasco (Italia)
6. Jerome Kaino (Nuova Zelanda)
5. Simon Shaw (Inghilterra)
4. Victor Matfield (Sudafrica, cap)
3. Eusebio Guinazu (Argentina)
2. Keven Mealamu (Nuova Zelanda)
1. Sylvain Marconnet (Francia)

In panchina: Adriaan Strauss (Sudafrica), Salvatore Perugini (Italia), Jason White (Scozia), Marco Bortolami (Italia), Nemia Kenatale (Figi), Richard Kahui (Nuova Zelanda), Seru Rabeni (Figi).

Campese contro Deans: Wallabies senza cervello


L'ex grande dei Wallabies David Campese, con la consueta schiettezza, ne ha dette di tutti i colori sull'allenatore della nazionale australiana Robbie Deans, definendo la tattica del neozelandese alla Coppa del mondo "senza cervello" e chiedendo di sostituirlo con Ewen McKenzie. Campese, che era stato fortemente critico sulle tattiche di gioco del numero 10 dei Wallabies durante il mondiale del mese scorso in Nuova Zelanda, ha detto che Deans se l'è cavata a buon mercato dopo la semifinale persa dall'Australia contro gli All Blacks.

mercoledì 23 novembre 2011

Soldi, alcol, privilegi: l'Inghilterra nel caos al mondiale

L'associazione inglese dei giocatori di rugby ha raccolto tra gli atleti reduci dalla Nuova Zelanda una serie di opinioni sul fallimento della partecipazione dell'Inghilterra alla Coppa del mondo. Le dichiarazioni sono contenute in un rapporto di cui il sito sudafricano del Daily Mail pubblica ampi stralci. Sono dichiarazioni anonime, ma danno un'idea precisa del clima all'interno della spedizione inglese. E anche sugli aspetti deteriori del rugby professionistico.

Lo spogliatoio inglese è diventato un cartone animato in Thailandia

Conto alla rovescia per la Nuova Zelanda.
'La preparazione è stata un fottuto disastro'.
'Avremmo avuto una migliore possibilità di fare bene in Coppa del mondo se ci fosse stato concesso di allenarci nel nostro club'.
'Non è stata dura, ma solo LUNGA. Ci siamo sentiti fisicamente e mentalmente svuotati alla fine'.
'La gestione degli uomini è stata assolutamente terribile'.
'Tutti i piani su cui avevamo lavorato per settimane sono stati gettati improvvisamente dalla finestra solo perché non avevano funzionato in una partita'.
'Non c'era abbastanza enfasi sul condizionamento psicologico'.
'C'erano due enormi playbook, che molti giocatori non hanno nemmeno guardato perché non li ritenevano all'altezza'.
'Non ci siamo concentrati abbastanza sulle abilità di base'.
'L'albergo [Pennyhill Park a Bagshot, Surrey, ndr] era incantevole ma noi siamo giocatori di rugby non ospiti di un hotel. Il campo era pieno di buchi e si creavano solchi troppo facilmente'.
'Ogni settimana partivamo alle 5 del pomeriggio entrando nel traffico all'ora di punta. Questa non è solo una lamentela, il fatto è che quando i giocatori sono stati a fare sollevamento pesi per tutto il giorno e poi restano bloccati in macchina, soffrono di irrigidimento muscolare'.

martedì 22 novembre 2011

Cattivi ragazzi: la lista si allunga

Courtney Lawes
Il Telegraph ha fatto il censimento dei cattivi ragazzi. Sono parecchi i protagonisti del mondiale che si sono resi responsabili di comportamenti inaccettabili. Si va dall'uso di paradenti sponsorizzati alle nottate alcoliche, dagli attacchi agli arbitri alle molestie alle donne. Sono stati multati, sospesi, indicati alla pubblica riprovazione. Molti di loro sono inglesi e Martin Johnson ha rifiutato di condannarli. Ha dovuto andarsene anche lui. Ecco l'elenco redatto dal quotidiano londinese.

Vaea, 100 maiali di multa



Il manager di Samoa ai mondiali, Tuala Mathew Vaea, è stato multato per il suo cattivo comportamento durante il torneo in Nuova Zelanda. La multa imposta dal capo del suo villaggio è di cento maiali, pari a circa 2000 euro. Dovrà fornirli al villaggio stesso. Era stato il capitano samoano Mahonri Schwalger a criticare Vaea in un rapporto presentato al primo ministro samoano dopo l'eliminazione dal mondiale. Secondo Schwalger, Vaea era quasi sempre assente e "passava gran parte del tempo a bere". Avrebbe considerato la Coppa del mondo una specie di vacanza, tanto che sarebbe stato spesso in giro a giocare a golf. Non sarebbe stato presente nemmeno alla consegna delle maglie prima della partita conclusiva contro il Sudafrica. Vaea era stato licenziato al ritorno in patria.

lunedì 21 novembre 2011

Tutti gli azzurri con la maglia dei Barbarians

Sabato i Barbarians, leggendario club a invito, affronteranno l'Australia a Twickenham. Tre gli azzurri convocati, sotto la guida di Graham Henry, tecnico campione del mondo: Salvatore Perugini, Marco Bortolami e Mauro Bergamasco. Ma quanti sono stati nella storia gli azzurri che hanno vestito la maglia bianconera? Pubblichiamo l'elenco tratto dal sito ufficiale del club. Il primo, nell'87, fu Stefano Bettarello.

Salvatore Perugini e Sergio Parisse

La storia degli italiani con i Barbarians comincia il 18 aprile 1987, quando Stefano Bettarello, 28 anni, scende in campo con la maglia numero 10 all'Arms Park. I Barbarians affrontano il Cardiff e perderanno 33-24. Ma Bettarello si presenta alla grande con un piazzato da oltre metà campo, poi segnerà ancora tre trasformazionie un penalty da 48 metri: 100% al piede. Sarà in campo anche nella vittorio contro Swansea (30-17) e due volte l'anno successivo, quando segnò all'ultimo minuto il drop della vittoria (22-21) a Swansea.