giovedì 27 ottobre 2011

RWC, tutti i record: c'è anche l'Italia


9177 – Giorni dall'ultima vittoria dell'Australia all'Eden Park (dal 6 settembre 1986 al 27 ottobre 2011).
8891 – Giorni tra la prima finale del 1987 e quella del 2011, entrambe vinte dalla Nuova Zelanda all'Eden Park.
2435 – Giocatori scesi in campo nella storia della RWC.
2245 – Punti segnati nella RWC 2011. La media di 46.8 punti per match è la seconda più bassa: peggio solo i 37.4 punti della RWC 1991.
1250 – Il record mondiale di punti detenuto da Dan Carter dopo il 21 messi a segno nelle sue due partite alla RWC 2011.

mercoledì 26 ottobre 2011

Pazzo ovale/6

Il piccolo Webb Ellis
Placcato in aereo. Il caso ha voluto che Sam Warburton, il capitano del Galles espulso nella semifinale con la Francia per un placcaggio illegale su Vincent Clerc, abbia dovuto viaggiare da Auckland a Brisbane, sulla via del ritorno, proprio al fianco del giocatore francese. “Seduto a fianco di Clerc, quante probabilità c'erano? Comunque è un bravo ragazzo”, questo il tweet postato da Warburton.

martedì 25 ottobre 2011

Cosa resta del mondiale

La Francia dovrà pagare quasi tremila euro di multa per il suo comportamento di fronte all'haka degli All Blacks prima della finale. Una scelta che invece è piaciuta ad alcuni degli esperti del Telegraph, ai quali il giornale londinese ha chiesto di descrivere cosa resterà impresso nella memoria di questo mondiale. C'è anche una citazione per Martin Castrogiovanni.

 
 
PAUL ACKFORD
Il tesoro nella mia memoria.

La Francia che si tiene per mano e avanza in formazione a freccia verso gli All Blacks che danzano la loro haka. Ha fatto sapere che i francesi erano pronti alla lotta.
Il mio incubo.
Il primo tempo dell'Inghilterra nei quarti di finale. Andare sotto di 16 punti era già abbastanza brutto, ma era la rilassatezza, la mancanza di forma e gli errori di base che hanno fatto più male.
Cosa mi ha fatto balzare dalla sedia.
La meta di Thierry Dusautoir. Criticato per la sua leadership in un gruppo spaccato, è emerso nella finale con un'incredibile performance individuale. Contro McCaw, per giunta.

Thierry Dusatoir giocatore dell'anno


Thierry Dusatoir, capitano della Francia vicecampione del mondo e uomo del match della finale persa 8-7, è stato nominato giocatore dell'anno IRB da una giuria indipendente presieduta dall'ex capitano dell'Australia John Eales. Questi i riconoscimenti assegnati nella serata d'onore che ha fatto seguito alla finale.
Giocatore dell'anno: Thierry Dusautoir (Francia)
Squadra dell'anno: Nuova Zelanda
Allenatore dell'anno: Graham Henry (Nuova Zelanda)
Giovane giocatore dell'ann: George Ford (Inghilterra)
Giocatore dell'anno Rugby a 7: Cecil Afrika (Sudafrica)
Personalità femminile dell'anno: Ruth Mitchell (Hong Kong)
Premio all'arbitro: Keith Lawrence (Nuova Zelanda)
Premio speciale Vernon Pugh: Jock Hobbs (Nuova Zelanda)
Premio sviluppo: programma Rookie Rugby (Usa)
Premio spirito del rugby: associazione di volontariato Wooden Spoon (Inghilterra)
Premio speciale associazione giocatori: George Smith (Australia)
Meta dell'anno: Radike Samo, Australia v New Zealand
Entrano nella IRB Hall of Fame: Roger Vanderfield, Richard Littlejohn, Nicholas Shehadie, John Kendall-Carpenter, David Kirk, Brian Lochore, Nick Farr-Jones, Bob Dwyer, Francois Pienaar, Kitch Christie, Rod Macqueen, Martin Johnson, Clive Woodward, John Smit, Jake White, Gareth Rees, Agustín Pichot, Brian Lima, Jonah Lomu.

All Blacks in parata, il governo è salvo

Il premier John Key aveva già scherzosamente, ma non troppo, nominato Richie McCaw primo ministro. Con gli All Blacks campioni del mondo che sfilano nelle principali città neozelandesi festeggiati da migliaia di persone, l'Australian spiega il significato politico della vittoria.


Dopo un anno tragico, un quarto di milione di neozelandesi si è riversato nelle strade di Auckland per salutare la Coppa del mondo vinta dagli All Blacks, sollevati quanto felici. Il sollievo è stato avvertito soprattutto dal primo ministro John Key, che affronta le elezioni il 26 novembre. Dopo aver visto i kiwi vincere all'Eden Park, insieme con altri 60.000 tifosi, ha detto che è stato l'orgoglio nazionale che "ha dato loro il coraggio per farcela negli ultimi 50 minuti" della nervosa vittoria per 8-7 sulla Francia.

lunedì 24 ottobre 2011

Una finale dominata dalle difese


E' stata una finale dominata dalle difese, come spesso è accaduto. Le analogie maggiori sono forse con la finale di Twickenham del 1991, quando l'Australia eresse un muro di mattoni gialli (e beneficiò di un trucco astuto di Campese) a difesa di un 12-6 timbrato anche allora dalla meta di un pilone. Contro un'Inghilterra andata come la Francia molto vicina al risultato clamoroso, fu un classico peel-off da touche di Daly a rompere l'equilibrio. Ancora più semplice il movimento che ha portato Woodcock oltre la linea: doppio blocco neozelandese, lancio a fondo touche su Kaino e francesi un po' polli a lasciare un varco centrale enorme. Ma che lo schema All Black fosse stato allenato è confermato dalle congratulazioni in diretta di Graham Henry a Steve Hansen. 

domenica 23 ottobre 2011

All Blacks campioni del mondo

NUOVA ZELANDA-FRANCIA 8-7

La meta di Woodcock
La Nuova Zelanda vince di un punto una finale drammatica e conquista la Coppa del mondo.
Primo tempo nervoso, con predominio neozelandese, ma una sola meta e una prestazione da incubo di Weepu nei piazzati. Gli All Blacks cominciano male in rimessa laterale, ma proprio da una touche nasce la loro meta. Lancio su Kaino che deflette sul pilone Toni Woodcock, completamente privo di marcatura al centro dello schieramento. Cinque punti facili. Ma saranno gli unici del primo tempo. Continua la maledizione dei numeri 10. Un placcaggio su Ma'a Nonu costa la partita a Parra. Poi è costretto a uscire anche Aaron Cruden, infortunio al ginocchio. Gli All Blacks mandano in campo la quarta apertura, Stephen Donald. La Francia ritrova Trinh-Duc, che ha un ottimo impatto sulla partita.
In avvio di ripresa, dopo un errore al piede di Yashvili, è proprio Donald a portare gli All Blacks oltre il break (fallo a terra su ruck impostata da Nonu). Ma una follia di Weepu lancia un contrattacco micidiale dei francesi, concluso in meta da Dusatoir: 8-7. Trinh-Duc sbaglia il calcio del sorpasso da metà campo. La Francia continua ad attaccare, ma non riesce a ottenere un calcio o la posizione per un drop. I neozelandesi passano 20 minuti terribili nella loro metà campo, ma riescono a riconquistare palla a tre minuti dalla fine. Poi una serie interminabile di ruck per conservare il possesso, fino al fischio liberatorio. La Nuova Zelanda è campione del mondo dopo 24 anni.

Una squadra di 4 milioni di neozelandesi

Questo è l'editoriale pubblicato in prima pagina dal New Zealand Herald il giorno della finale della Coppa del mondo.


Gli Originals. Il nome della squadra è un soffio di leggenda, anche se i nomi dei giocatori quasi si perdono nella notte dei tempi. Dopo il tour trionfale del 1905-1906 in Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Stati Uniti, gli uomini si imbarcarono su una nave per tornare a casa dalle loro famiglie e al loro lavoro: ferrovieri, giornalisti, agricoltori. Sei di loro passarono al nuovo codice professionistico del rugby, con il quale avrebbero potuto guadagnarsi da vivere e sostenere i figli. Alcuni sono morti giovani, alcuni sono morti dimenticati.