mercoledì 28 settembre 2011

Patate fritte contro Castrogiovanni

L'estremo irlandese Geordan Murphy ha messo a punto l'arma segreta contro Martin Castrogiovanni in vista del match di domenica. "Sto pensando di lasciare cestini pieni di patatine fritte agli angoli del campo - ha detto – Dovrebbe funzionare. Vista la quantità che riesce a ingurgitare dovrebbero distrarlo abbastanza". Murphy lo sa per esperienza essendo socio di Castro, suo compagni di squadra nei Leicester Tigers, in un ristorante italiano. "Più si avvicina il giorno della partita, più mi manda sms - ha riferito il giocatore irlandese – Ne ho ricevuto uno proprio adesso. Sono in italiano perché sta cercando di insegnarmi tutte le parolacce. Non ho intenzione di ripeterle".
Murphy e Castrogiovanni sono diventati amici giocando nella Premiership inglese, nonostante gli scontri tra le loro nazionali. Con l'Italia Castrogivanni ha perso 15 incontri di fila contro l'Irlanda, tra cui tutte quelle del Sei Nazioni dal 2000. Murphy dice che il suo amico è un uomo completamente diverso fuori dal campo, irriconoscibile dal massiccio pilone che affronta qualsiasi avversario a testa alta. "E' un buon compagno - dice Murphy – E' un pilone fenomenale e un protagonista diverso dentro e fuori dal campo". Come si dividono il lavoro al ristorante? "Guardateci bene – se la ride Murphy - Io tendo a bere molta acqua, lui tende a mangiare un sacco di cibo”.

Giorno 17: la Georgia fa festa

GEORGIA-ROMANIA 25-9

La Georgia vince il derby dell'Est europeo e la Romania lascia il mondiale a zero punti. Una sola meta del terza linea Gorgotze in quella che passa agli archivi come la partita del torneo più povera di gioco.

Italia-Irlanda, serve la partita perfetta


L'Italia può battere l'Irlanda? Sulla carta no. Gli azzurri non vincono con gli irlandesi dal secolo scorso e, in particolare, non sono riusciti mai a superarli nel Sei Nazioni, mentre hanno portato a casa lo scalpo di Scozia, Galles e Francia. Però vale la pena ripartire proprio dall'ultimo Sei Nazioni. Il 5 febbraio scorso l'Irlanda è passata al Flaminio con uno scarto minimo: 13-11. Una meta per parte (O'Driscoll e McLean), decisivo un drop di O'Gara a tre minuti dalla fine. Un risultato che dunque incoraggia una certa dose di ottimismo, anche se molto mitigato dalle due imprese più recenti degli irlandesi: le vittorie contro Inghilterra e Australia.

martedì 27 settembre 2011

Giorno 16: Kirwan chiude con un pari

GIAPPONE-CANADA 23-23

Il Giappone di John Kirwan non riesce a ottenere la prima vittoria mondiale. In vantaggio di otto punti a sei minuti dalla fine, i nipponici hanno subito una meta e un calcio dell'apertura canadese Ander Monro, che hanno portato il match al pari conclusivo. Anche il primo tempo si era concluso in equilibrio: 7-7.

Italia, quattro mete: e adesso l'Irlanda

ITALIA-USA 27-10

Una meta tecnica su spinta irresistibile dela mischia ha dato agli azzurri il punto di bonus necessario per affrontare alla pari l'Irlanda nello spareggio per i quarti. Ma ci sono voluti 65 minuti per portare a termine la missione. Nel primo tempo mete di Parisse, Orquera e Castrogiovanni.


Martin Castrogiovanni
Partita nata sotto i migliori auspici, con la prima meta messa a segno da Parisse dopo soli due minuti, a conclusione di un'eccellente concatenazione avanti-trequarti alimentata da un ottimo avanzamento del pack. Ma poi sono stati gli americani a prendere in mano il pallino della gara, riuscendo a pareggiare una prima volta con la meta di Wyles, frutto di una poverissima copertura difensiva degli azzurri, e poi di nuovo a quota 10 dopo un penalty per parte. L'Italia si è comunque riportata subito in vantaggio con una meta di Orquera, abile a esplorare un intervallo dopo un set-up della mischia sotto i pali avversari. Altre due volte gli azzurri sono andati vicini alla marcatura con Benvenuti e Castrogiovanni. Il pilone è comunque riuscito a varcare la linea proprio allo scadere, dopo un ottimo movimento di Benvenuti e con il sostegno di Van Zyl. Nella ripresa l'Italia ha messo a frutto la superiorità della mischia chiusa, ma ha dovuto attendere fino al 65' per concretizzarla. Una lunga serie di mischie nei 22 degli Usa non ha sortito l'esito sperato, ma a lungo andare ha provocato l'espulsione temporanea del terza linea Stanfill. Cosa che ha reso inevitabile la successiva meta tecnica. 
Il punto di bonus consente all'Italia di affrontare l'Irlanda nelle condizioni di classifica migliori possibili: per la qualificazione ai quarti servirà una vittoria, ma con qualsiasi punteggio. Quanto alle considerazioni di prospettiva dopo il match con gli Usa, ci sono luci e ombre. La mischia chiusa ha funzionato bene. Meno la touche. Qualche problema nella protezione del mediano di mischia sul gioco a terra. Ma l'aspetto più preoccupante rimane il sistema di difesa al largo, con la linea di trincea che non avanza e subisce la collisione.

Choke, l'arma segreta degli irlandesi

Un australiano ha inventato la manovra difensiva che ha messo in crisi i Wallabies contro l'Irlanda. Un'astuzia tecnica che potrebbe provocare molti problemi anche all'Italia. Ecco come la descrive Wiil Grenwood, ex campione del mondo con l'Inghilterra, oggi editorialista del Telegraph.

L'uomo è Les Kiss, allenatore della difesa irlandese, la mossa è il placcaggio Choke (soffocante, ndr). L'hanno sperimentata per diversi anni, ma sabato scorso (contro l'Australia, ndr) l'hanno elevata a qualcosa di speciale. Un investimento a lungo termine ben ripagato. Il placcatore che è più vicino al braccio dell'attaccante che porta palla va basso, ma non così in basso da mettere giù il corridore. Il difensore che va sull'altro braccio va alto sul petto dell'avversario. Dirige la spalla sul pallone e si assicura che non vada da nessuna parte, stretto tra le sue braccia, le spalle dell'altro difensore e il petto dell'attaccante. I placcatori lavorano in tandem per evitare che il portatore di palla la metta a disposizione, dando all'arbitro solo la scelta di fischiare una mischia con introduzione per la squadra in difesa. Cinque volte gli irlandesi hanno eseguito il Choke, e cinque volte l'introduzione in mischia è andata al pack dominante. Le mischie hanno prodotto sanzioni e punti per l'Irlanda. La partita è andata all'Irlanda grazie al Choke.

lunedì 26 settembre 2011

Come sta Jonah Lomu?

Jonah Lomu, 36 anni, è stato ricoverato a Auckland per una non meglio precisata malattia dei reni. L'ex All Black ha avuto un trapianto 7 anni fa. La notizia ha fatto il giro del mondo, scatenando illazioni su un possibile rigetto o su altre complicazioni. Ecco come l'ha data il New Zealand Herald.



La leggenda del rugby Jonah Lomu è stato ricoverato in ospedale dopo un allarme sulla situazione dei suoi reni. Il distretto sanitario di Auckland ha confermato che Lomu è nel reparto di trapianto renale e epatico, ma ha riferito che non poteva fornire ulteriori informazioni. All'ex superstar All Black era è stata diagnosticata una malattia renale chiamata sindrome nefrosica nel 1995. Ha avuto un trapianto di rene nel luglio 2004 dopo che un annunciatore della radio ZM, Grant Kereama, era diventato il suo donatore. L'ex moglie di Lomu, Fiona, ha detto che la famiglia sta affrontando bene la situazione, ma ha chiesto il rispetto della privacy. Nadene, sua attuale moglie, ha detto: "Tutto quello che posso dire è che mio marito è stabile e finché non sappiamo esattamente cosa c'è di che non va, non siamo in grado di fare commenti".

Giorno 15: dodici mete del Galles

GALLES-NAMIBIA 81-7

Dodici mete gallesi alla Namibia. Dopo un primo tempo distratto e costellato da errori, i gallesi hanno cambiato marcia. Tre volte a segno Scott Williams e due mete di George North in cinque minuti, appena entrato dalla panchina.
Masi out.  Un dolore a una gamba ha convinto lo staff azzurro a risparmiare Andrea Masi per il match con gli Usa. Nel ruolo di estremo giocherà McLean.

Italia, la formazione per gli Usa

Questa la formazione azzurra che affronterà gli Usa martedì a Nelson.

1. Salvatore Perugini
2. Leonardo Ghiraldini
3. Martin Castrogiovanni
4. Quintin Geldenhuys
5. Cornelius van Zyl
6. Alessandro Zanni
7. Mauro Bergamasco
8. Sergio Parisse (c)
9. Fabio Semenzato
10. Luciano Orquera
11. Mirco Bergamasco
12. Gonzalo Garcia
13. Gonzalo Canale
14. Tommaso Benvenuti
15. Andrea Masi

In panchina:16. Fabio Ongaro 17. Andrea Lo Cicero 18. Marco Bortolami 19. Paul Derbyshire 20. Edoardo Gori 21. Riccardo Bocchino 22. Luke McLean

Giorno 14: Argentina all'ultimo respiro

ARGENTINA-SCOZIA 13-12
IRLANDA-RUSSIA 62-12
SAMOA-FIGI 27-7

Un'altra impresa dei Pumas. Sotto il diluvio battono di un punto la Scozia a Wellington. Lo fanno dopo aver perso per infortunio due pilastri del pack come Fernandez Lobbe e Ledesma. Decisiva la meta di Lucas Gonzales Amorosino, estremo entrato da poco al posto di Rodriguez. Amorosino ha inventato una traiettoria elusiva lungo l'out destro, rientrando verso l'interno dopo un placcaggio clamorosamente fallito da Chris Paterson. La Scozia ha avuto l'opportunità di ribaltare il punteggio nel finale, con una lunga serie di attacchi a 5 metri dalla linea per dare tempo e spazio al drop di Parks, ma un passaggio poco accurato di Blair ha vanificato il tentativo. Scozzesi quasi fuori: devono battere l'Inghilterra per sperare di qualificarsi.
L'Irlanda abbatte la Russia grazie a una prestazione simile a quella degli italiani. Pack dominante, buone manovre dei trequarti, qualche amnesia difensiva. Nove mete segnate, proprio come gli azzurri, due quelle subite, una in meno. Il punto di bonus è arrivato al 38', 16 minuti dopo quello dell'Italia. I confronti lasciano comunque il tempo che trovano: entrambe le squadre saranno molto diverse il 2 ottobre, giorno dello spareggio per i quarti.
Nel derby isolano prevale Samoa sulle Figi. C'era l'aspettativa di molte mete, ma il protagonista per un'ora è stato il calciatore samoano Pisi, che ha portato i suoi sul 15-0. Poi due mete samoane e una figiana. Belle le due danze di guerra eseguite in contemporanea. Samoa mantiene virtualmente vive le speranze di qualificazione, ma deve vedersela con il Sudafrica.