sabato 8 ottobre 2011

Prima semifinale: Francia-Galles

GALLES-IRLANDA 22-10
FRANCIA-INGHILTERRA 19-12


Una Francia ferita nell'orgoglio è l'oggetto più pericoloso che un avversario possa trovare su un campo da rugby. Lo aveva sperimentato la Nuova Zelanda un paio di volte ai mondiali. Ora è toccato all'Inghilterra. Dopo mezz'ora i francesi sono in vantaggio 16-0, grazie a due penalty di Yashvili e alle mete di Clerc e Medard. Inglesi sotto choc, incapaci di imporsi fisicamente, protagonisti di una serie di errori palla in mano, inguardabili in difesa. Non funziona la cabina di regia, con Ben Youngs in confusione e Toby Flood inefficace in posizione di centro. L'Inghilterra spreca così anche l'arma Tuilagi. La Francia regge bene in mischia, prevale in touche, avanza con il pack e poi muove i trequarti. Non sembra vero a Clerc e Medard avere a disposizione intervalli poco presidiati e una serie di placcaggi evanescenti manda al tappeto gli inglesi. La ripresa è il momento della resistenza per la Francia, che subisce le mete di Foden e Cueto, ma segna un drop fondamentale con Trinh-Duc. L'Inghilterra non riesce a completare la rimonta e la Francia, contro tutti i pronostici, è in semifinale.
In precedenza il Galles aveva eliminato l'Irlanda nel derby celtico. Shane Williams a segno sulla bandierina alla prima occasione, ma poi è l'Irlanda a tenere a lungo in mano le redini del gioco, schiantandosi però sull'eccellente difesa gallese. Si va al riposo sul 10-3, ma l'Irlanda riequilibra il risultato in avvio di ripresa con una meta dell'ala Earls. Qui però si esaurisce la spinta propulsiva dagli irlandesi e il Galles riprende il comando delle operazioni. Cruciale la meta del mediano di mischia Mike Philips, abilissimo a esplorare il lato chiuso di una mischia. Toccherà poi a Jonathan Williams mettere il sigillo al match sfruttando un varco nella difesa irlandese ormai in affanno. Il Galles vola così in semifinale per la prima volta dal 1987.

venerdì 7 ottobre 2011

Quarti di finale: le formazioni

Mils Muliaina, 100 caps
IRLANDA-GALLES
Irlanda. Declan Kidney conferma la formazione che ha battuto l'Italia. Disponibile anche il tallonatore Rory Best che si era infortunato alla spalla. In mediana preferita l'esperienza di O'Gara. Sexton va in panchina.
XV: R Kearney; T Bowe, B O'Driscoll (capt), G D'Arcy, K Earls; R O'Gara, C Murray; C Healy, R Best, M Ross, D O'Callaghan, P O'Connell, S Ferris, S O'Brien, J Heaslip.
Galles. Warren Gatland recupera tutti gli effettivi e può schierare Shane Williams all'ala. North si sposta sulla fascia destra e Halfpenny indossa il 15. Rientrano anche Jonathan Davies, Dan Lydiate, che ha assorbito l'infortunio alla caviglia, e Alun-Wyn Jones. Nemmento in panchina Stephen Jones e Lee Byrne. Tra i rincalzi invece Hook.
XV: L Halfpenny; G North, J Davies, J Roberts, S Williams; R Priestland, M Phillips; G Jenkins, H Bennett, A Jones, L Charteris, A-W Jones, D Lydiate, S Warburton (capt), T Faletau.

mercoledì 5 ottobre 2011

Le (non tutte) magnifiche otto

Coppa del mondo verso i quarti di finale. Ecco uno sguardo critico e ironico sulle otto squadre rimaste in gara. E' stato pubblicato dal Daily Mail di Città del Capo.


Danie Roosouw contro Samoa

Inghilterra
UMORI: mentalità da assedio. I giocatori si sentono vittime di notizie negative e sono risentiti per le reazioni che arrivano da casa. Devono incanalare questa frustrazione.
STILE: più corpo a corpo che spaccata. L'Inghilterra ha balbettato contro la Scozia e avrà partita tesa contro la Francia. Semplicemente devono dimostrare più spirito d'avventura.
ALLENATORE: Martin Johnson è stato dignitoso nonostante le situazioni imbarazzanti fuori campo. E' stato meno diplomatico a porte chiuse. Le cose senza senso non saranno più tollerate.
IL PROBLEMA: esplode il dibattito sul mediano d'apertura. C'è una pressione per dare alle qualità di attaccante di Toby Flood una nuova occasione e l'infortunio al gomito di Jonny Wilkinson potrebbe rendere più facile la decisione di Johnson.
STAR: Manu Tuilagi è stata una boccata d'aria fresca, che ha portato passo e potenza in una zona centrale del campo priva di entrambe.
PUO' VINCERE? Il sorteggio non potrebbe essere stato più gentile. Quanto al fatto che lo meriti...


martedì 4 ottobre 2011

Pazzo ovale/4

Troika russa. L'Australia ha concesso tre mete alla Russia, prima di vincere 68-22. Le era capitato solo un'altra volta ai mondiali: nella finale per il terzo posto persa con il Galles nel 1987.
Mr Robinson. “Ho detto ai giocatori – ha dichiarato l'allenatore Andy Robinson prima del match con l'Inghilterra – di fare qualsiasi cosa ritenessero opportuna per prepararsi alla partita, compreso prendersela con le mie origini inglesi”. Non è bastato.
La scelta di Maka. Finau Maka, capitano di Tonga che ha giocato in Francia per 10 anni, prima del match contro i francesi ha svelato quella che sarebbe stata la sua formazione se fosse stato al posto di Lievremont. Tra gli altri: Trinh-Duc apertura, Fritz e Jauzion centri, Poitrenaud estremo. Apertura ha giocato Parra, gli altri non sono nemmeno in Nuova Zelanda. E Tonga ha vinto.
Golfisti. Brian O'Driscoll si è cimentato nella sfida della hole-in-one sul lago Taupo. Consiste nel tirare la pallina in acqua più lontano possibile. La misura viene effettuata con il laser. O'Driscoll ha raggiunto i 238 metri, ma non ha battuto il record di Piri Weepu: 273 metri. E aveva una gamba rotta.
Pumas. Un giornalista argentino ha chiesto a Kahui cosa sapesse dei Pumas. Il giocatore ha scherzato chiedendo a sua volta se si riferiva alla squadra o all'animale. Dopo la risposta di Kahui ci ha pensato Adam Thomson a spiegare con dovizia di particolari il comportamento dell'animale.
Pazienza da leoni. Parlando della prossima partita con il Galles, l'rlandese Donncha O'Callaghan ha ricordato quanto avesse apprezzato i giocatori gallesi durante il tour 2008 dei Lions: “Nessn altro – ha detto – avrebbe accettato un idiota come Tommy Bowe”.

Possiamo farcela senza Dan?

Così ha titolato la prima pagina il Dominiom Post di Wellington dopo l'addio di Carter al mondiale. Sullo stesso giornale Justin Marshall, ex mediano di mischia che ha giocato con Carter decine di partite, ha cercato di dare una risposta.


E' impossibile sopravvalutare l'importanza dell'infortunio che ha posto fine al torneo di Dan Carter. Gli All Blacks, a mio parere, ora probabilmente rientrano nel branco. Con Carter avevano un assetto di classe mondiale che li rendeva i favoriti per la vittoria nella Coppa del mondo. Ora sono ancora tra i contendenti, ma hanno subito un calo nella scala dei pronostici.

lunedì 3 ottobre 2011

Nuova Zelanda sotto choc per Carter

Dan Carter lascia la Coppa del mondo per un infortunio all'inguine e la Nuova Zelanda è sotto choc. Nel suo paese, vicino a Christurch, non hanno dubbi: è stato come un altro terremoto. Sul Daily Telegraph Paul Ackford spiega quanto è pesante la perdita di un fuoriclasse come Carter.


Con Richie McCaw è la Nuova Zelanda del rugby, il Wayne Rooney del suo sport. La sua immagine guarda giù dai poster dal primo minuto che si arriva all'aeroporto di Auckland. E' l'uomo immagine delle campagne pubblicitarie, l'incarnazione di tutto ciò che c'è di sano nel suo paese e nel suo sport. E ora non è più in grado di salvare la causa cui la Nuova Zelanda tiene di più, riconquistare la Coppa del mondo dopo 24 anni di tentativi. Il suo infortuno all'inguine rende il compito della Nuova Zelanda molto più difficile.

Lomu verso un nuovo trapianto

Jonah Lomu potrebbe perdere il suo rene trapiantato. I medici dell'Auckland City Hospital, dove l'ex All Black è ricoverato, gli danno poche possibilità di recupero. Dopo aver partecipato alla cerimonia di apertura della Coppa del mondo Lomu sembrava sano e attivo. Ma pochi giorni dopo si è sentito male, faticava a trattenere il cibo, problema che persiste da 10 giorni. Il 23 settembre è stato portato in ambulanza all'ospedale con nausea e perdita di peso. Ora è in dialisi quotidiana. Lo specialista Johan Rosman ha detto che la dialisi potrebbe essere molto debilitante per Lomu. Una persona di dimensioni normali ha bisogno di una dialisi di cinque ore al giorno tre volte alla settimana. A causa della sua massa corporea, Lomu dovrebbe affrontare cinque sessioni di trattamento a settimana, quattro ore per volta. “Possono esserci due cause – ha detto il professor Rosman - rigetto acuto, che è meno grave, o rigetto cronico che presenta prospettive più tristi. Il semplice fatto che sia in dialisi non è un buon segno".
Lomu potrebbe dover affrontare un'attesa da sei mesi a otto anni per un nuovo donatore, a seconda di quanto sia raro il suo gruppo sanguigno. Ci sono anche complicazioni aggiuntive in un secondo trapianto. Il professor Stephen Munn, chirurgo dei trapianti all'Auckland City Hospital dice che i reni donati non durano per sempre in quanto subiscono una forma lenta di rigetto cronico: “Un secondo trapianto non è un evento eccezionale, il 10-15 per cento dei nostri trapianti sono ri-trapiantati'',
Munn dice
di avere circa 600 persone in lista per un rene, e che il tempo di attesa medio è di tre anni, a meno che qualcuno non offra un proprio organo per il trapianto. Cosa che era avvenuta per Lomu nel 2004.

Italia fuori, senza difesa

La meta di O'Driscoll

Ci voleva un'Italia capace di andare oltre i propri limiti, per battere l'Irlanda, come era capitato con la Francia. Così non è stato. Ed è piuttosto semplice identificare la differenza fra quella vittoria storica e questa storica sconfitta. Al Flaminio l'Italia aveva organizzato una difesa quasi perfetta e colpito quando i francesi gliene avevano offerto l'occasione. La difesa azzurra a Dunedin è stata mediocre, in alcuni casi pessima. E quando è mancato, con l'uscita di Castrogiovanni, l'ancoraggio alla mischia chiusa, era solo questione di tempo: gli irlandesi avrebbero trovato il modo di passare. E lo hanno fatto.Cosa sia accaduto tra marzo e ottobre resta per ora un mistero. La difesa avanzante che aveva messo in crisi la Francia si è improvvisamente dissolta già nei match di warm-up al mondiale. Abbiamo scelto di affidarci alla vecchia difesa a scalare tanto cara proprio ai francesi fin dagli anni '70. Ma erano altri tempi. Nel midfield navigavano aperture e trequarti centro elusivi a caccia di intervalli oggi inimmaginabili. La difesa a scalare tentava di portarli temporeggiando verso la touche, ultimo e definitivo difensore. Qualche volta funziona ancora, o per meglio dire è inevitabile, ad esempio in caso di inferiorità numerica al largo. Ma con i ball-carrier attuali che viaggiano a cento all'ora per linee verticali, consentire che la collisione avvenga sistematicamente dietro la linea del vantaggio, e non avanzare nemmeno nei 22, è praticamente un suicidio.

domenica 2 ottobre 2011

Rwc: questi i quarti di finale

IRLANDA-GALLES
INGHILTERRA-FRANCIA
AUSTRALIA-SUDAFRICA
NUOVA ZELANDA-ARGENTINA

I risultati del weekend.

Sudafrica-Samoa 13-5
Australia-Russia 68-22
Tonga-Francia 19-14
Inghilterra-Scozia 16-14
Argentina-Georgia 25-7
Nuova Zelanda-Canada 79-15
Galles-Figi 66-0
Irlanda-Italia 36-6