venerdì 18 marzo 2011

Storico accordo per l'Haka

Storica firma tra New Zealand Rugby Union e tribù maori Ngati Toa per dirimere la controversia sull'uso dell'Haka da parte degli All Blacks. Ecco la cronaca del Dominion Post.





Prima che le gocce di inchiostro toccassero il documento, Taku Parai, capo della tribù Ngati Toa, ha indicato l'arma sul tavolo. L'elegante pietra di nefrite era appartenuta a un suo antenato, il famoso capo Te Rauparaha. Con un sorriso, Parai ha detto al chief executive della New Zealand Rugby Union, Steve Tew, che l'arma non sarebbe stata usata in questa occasione. "Ha un paio di ammaccature, però," ha scherzato, prima che la coppia firmasse un accordo storico tra Ngati Toa e Union, dando agli All Blacks il diritto di continuare a danzare l'haka Ka Mate.

giovedì 17 marzo 2011

Kirwan: in Giappone i miei giocatori hanno perso tutto

John Kirwan
La Tribuna di Treviso ha intervistato John Kirwan, attuale tecnico del Giappone, dopo il terremoto che ha duramente colpito il paese del sol levante.


Il destino è talvolta tragicamente beffardo. Neanche un mese fa, per la finale del campionato di rugby nipponico, era stata promossa una raccolta fondi in favore dei terremotati neozelandesi. John Kirwan, trevigiano d’adozione (risiede qui da 9 anni, sposato con Fiorella Tomasi, 3 figli), icona mondiale dell’ovale, ha le sue radici nella «terra dei Maori». Terra, colpita nelle scorse settimane da un violento sisma a Christchurch. Ma l’ex giocatore Benetton ed ex ct azzurro allena dal 2007 la Nazionale del Giappone. E adesso è proprio il paese del Sol Levante ad essere devastato da un gigantesco cataclisma. Le immagini del terremoto e dello tsunami che hanno distrutto la regione di Sendai, insieme all’incubo nucleare, toccano nel profondo Kirwan. Che oggi avrebbe volentieri commentato solo il trionfo dell’Italrugby con la Francia nel Sei Nazioni.
Kirwan, ha preso contatti col Giappone dopo il terribile terremoto?
«Ho chiamato il mio staff, stanno bene. Ma il pensiero va a due nostri giocatori, che vivono proprio nella zona devastata dal terremoto. Stanno bene, ma hanno perso tutto, casa inclusa. E siamo preoccupati, soprattutto, per la famiglia di uno dei due: c’erano stati dei contatti subito dopo la scossa, ma poi non si sono avute più notizie. Speriamo bene».




I due volti dell'Italia, visti dalla Scozia

The Herald, giornale di Glasgow, dedica questo articolo al match Scozia-Italia, ultimo atto del Sei Nazioni 2011.

Nello sport, come nella vita, l'uso delle parole "ciò che avrebbe potuto" rappresentano un intimo rimpianto o anche un inutile tentativo di riscrivere la storia.
Eppure, quando Italia e Scozia si affronteranno questa settimana, lo faranno nella peculiare posizione di chi combatte per evitare il cucchiaio di legno, quando potrebbero essere state a caccia del migliore risultato mai ottenuto nel Sei Nazioni.
E, giusto per completare uno scenario leggermente surreale nella loro visita a Edimburgo, gli azzurri staranno crogiolandosi al bagliore della loro straordinaria vittoria sulla Francia, ma anche riflettendo malinconicamente su come avrebbero potuto battere l'Irlanda e il Galles a Roma con un calciatore più accurato di Mirco Bergamasco.

mercoledì 16 marzo 2011

Coppa del mondo senza Christchurch

La Coppa del mondo non si giocherà a Christchurch. La decisione è stata presa dopo aver analizzato i gravi danni provocati dal terremoto del 25 febbraio al vecchio Lancaster Park (oggi Ami Stadium). "E' stata una decisione difficile - ha detto Bernard Lapasset, chairman della RWC 2011 - considerato il tremendo entusiasmo dei Cantabrians. Il pensiero della famglia globale del rugby va alla gente di Christchurch e al suo sforzo di ricostruzione". I quarti di finale destinati a Christchurch saranno dirottati all'Eden Park di Auckland. La partita Australia-Italia, match di apertura degli azzurri in programma il 9 settembre, potrebbe disputarsi a Dunedin.

martedì 15 marzo 2011

Perché abbiamo battuto i francesi

Il selezionatore azzurro Nick Mallett
Nick Mallett ha scritto per il "Daily Telegraph" un commento alla vittoria dell'Italia sulla Francia. Il tecnico azzurro puntualizza il suo punto di vista sui motivi del successo e sul valore della sua squadra in campo internazionale.





 

Battere i francesi è una performance straordinaria, anche se loro sono arrivati ​​a Roma un po' compiaciuti e arroganti. Ho detto alla squadra che è stato uno dei migliori momenti della mia carriera di allenatore, l'equivalente di portare il Sud Africa in Nuova Zelanda a battere gli All Blacks. Ma come abbiamo fatto? Ecco cinque ragioni.

lunedì 14 marzo 2011

Italia-Francia, un'analisi.


Il trionfo dell'Italia sulla Francia, ma anche la difficoltà dell'Inghilterra a domare la Scozia a Twickenham, hanno dimostrato una volta di più che nel Sei Nazioni non ci sono partite che si vincono da sole. Francia e Inghilterra venivano da quella sorta di finale europea che spesso è il loro scontro diretto. La Francia, battuta dagli inglesi, non aveva più molto da chiedere al torneo, se non di battere avversari ritenuti minori. L'Inghilterra ha vissuto la classica sindrome da missione compiuta. Ma la determinazione di una squadra rimane un fattore che può sovvertire ogni previsione basata soltanto sugli standard tecnici. C'è una misura della determinazione? Qualche indicazione può venire da una valutazione, anche rudimentale, di quanto avviene nell'area di collisione.